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Renato Quaglia: "Considero conclusa questa esperienza. La Regione da ora è l'unica responsabile del futuro del Festival"

Giovedì 17 Febbraio 2011, 11:50 in Punti di vista di

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La dismissione del Napoli Teatro Festival Italia pare sia ormai avvenuta. E nessuno può dire cosa avverrà di quel cartellone già praticamente ultimato e pronto al debutto di giugno il cui tema "Altrove" sembra suonare come una sardonica profezia. A tal riguardo pubblico una lettera di Renato Quaglia, (ex)direttore artistico del NTFI che vi invito a leggere con molta attenzione.  

Leggo sulla stampa le intenzioni che l'Assessore Caterina Miraglia dichiara riguardo un mio coinvolgimento nei prossimi programmi della Fondazione guidata da un nuovo CdA. In questi molti mesi la Regione ha avviato nei confronti della Fondazione un'azione sistematica: da un lato ha inviato, a cadenza quasi settimanale, a firma del Presidente Caldoro intimazioni scritte a revocare tutti i contratti in essere (compreso il mio), dall'altro ha trattenuto le risorse europee che alla Fondazione erano dovute (perché già assegnate in altri anni, già rendicontate e verificate su fondi europei già disponibili).

NapoliTeatroFestival_2010.jpg

Per mesi la Fondazione ha continuato a chiedere, senza mai ottenere, colloqui con la Presidenza della Regione, alla fine costretta all'istanza al Tar, mentre subiva una condizione economica insostenibile e immeritata. A fine gennaio ho consegnato al CdA in carica un dossier con il programma della quarta edizione: titoli, compagnie, date, calendario, budget artistico (rigorosamente nei limiti di spesa della Fondazione), riferimenti telefonici ed e-mail di tutti gli artisti coinvolti, i contratti già firmati e gli accordi già impostati e in attesa di firma. C'è il programma, c'è il tempo, ci sono i fondi (4 ml di euro stanziati dai POR 2007/2012 - ne restano altri 4 per il 2012): se la Regione vuole, il festival lo può fare. La Regione dovrà nominare un nuovo direttore per trasformare in attività il lavoro già preparato (se vorrà mantenere questo programma, naturalmente). La situazione attuale è stata determinata solo dalla Regione. E' la conseguenza di quanto la Regione ha voluto, costruito, cercato in ogni modo di ottenere: non potrà addossare ad altri (men che mai a chi ha subito il risultato delle sue azioni) le responsabilità del futuro del festival. Se il festival si farà o non si farà, se verrà posticipato a luglio o a settembre, se il programma sarà utilizzato o meno, realizzato tra il Teatro di San Carlo e il Teatro Mercadante o affidato all'organizzazione dello Stabile, ... qualunque cosa diventerà il festival, sarà solo una conseguenza delle scelte della Regione, che è e resta unica responsabile del futuro del festival - come del resto ha voluto, chiesto e ottenuto di fare in questi lunghi mesi. Personalmente ringrazio della possibilità che questa città mi ha dato di costruire questo progetto, insieme a tutti i miei colleghi, con Rachele Furfaro e con quella parte di CdA che lo ha sostenuto con onestà.Considero definitivamente conclusa questa esperienza, non intendo collaborare con un CdA rappresentativo di comportamenti e modalità che non condivido. Spero nei prossimi mesi di poter guardare da un altro incarico l'impegno che la Regione garantirà al Festival, che ha aiutato e può ancora aiutare Napoli a dimostrare in Italia e al mondo le sue straordinarie qualità di capitale europea della cultura.

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