Il teatro vissuto, il teatro raccontato
Si consuma in poco più di sessanta minuti la pantomima di Lorenzo Gleijeses "attorno" all'opera ultima di Samuel Beckett
Proviamo ad estrarre qualche concetto da L'esausto o il profondo azzurro, pièce assemblata da Lorenzo Gleijeses intorno all'opera ultima di Samuel Beckett. L'operazione non richiederà un gran lavoro di scavo perché qui tutto è abbastanza in superficie (o superficiale), enunciato ed agito con schemi espressivi evidentemente partoriti dalle ceneri teoretiche dell'Odin Teatret. Si consuma in poco più di un'ora (lode alla brevità!) questa pantomimica estetizzazione delle lingue beckettiane che, come si legge nei materiali cartacei secreti per l'occasione: consolida il sodalizio artistico tra il giovane attore napoletano e Julia Varley iniziato nel 2001 a
Holstebro.
Una lunga residenza che porterà Gleijeses jr. e Julia Varley allo spettacolo Il Figlio di Gertrude (si salvi chi può!) per il quale Lorenzo (non Cherubini alias Jovanotti) vince il Premio Ubu 2006 come migliore attore under 30... Vai a fidarti dei premi! La performance risulta intrisa di forzature la cui raffigur-azione è sintomo della difficoltà del processo artistico messo in atto insieme alla Varley, che ha curato la regia, ed a Manolo Muoio, l'ombra con cui ha invece condiviso il palcoscenico. L'ombra - scrive ancora il prodigioso figlio del direttore artistico del teatro che ha prodotto il suo spettacolo - costituisce il termine principale del discorso interiore; essa è l'interlocutore vivo nel dialogo con il profondo del protagonista. Che dire. E' una bella sensazione, ogni tanto, sentirsi ombra e lasciarsi scivolare addosso annoianti surrogati intellettuali, emotivi, artistici, culturali, filosofici. Ecco spiegata, probabilmente, la natura assente di questa breve e sgangherata recensione in cui i concetti sono naufragati insieme alla materia teatrale (inerte) che avrebbe dovuto generarli.
L'ESAUSTO o il profondo azzurro di Lorenzo Gleijeses. Drammaturgia e coreografie di Lorenzo Gleijeses, Manolo Muoio e Julia Varley. Scene e videoambiente di Paolo Calafiore. Con Lorenzo Gleijeses e Manolo Muoio. Regia di Julia Varley. Produzione Teatro Stabile di Calabria in collaborazione con Mercadante Teatro Stabile di Napoli.
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