Il teatro vissuto, il teatro raccontato
La celeberrima commedia "L'avaro" nell'adattamento e la regia di Rosario Sparno con protagonista Nunzia Schiano
Dopo la versione de La casa di Bernarda Alba, presentata a inizio stagione in contemporanea all'omonimo spettacolo del regista Lluis Pasqual, la rassegna La Stanza Blu. Percorsi teatrali per le nuove generazioni, propone (giovedì 2 e venerdì 3 doppia rappresentazione alle 9.30 e alle 11.15, domenica 5 febbraio alle 11.30), al Teatro Mercadante, L'avaro di Molière - prodotto da Le Nuvole teatro stabile d'innovazione ragazzi di Napoli e il Teatro Stabile di Napoli - nell'adattamento e la regia di Rosario Sparno, con Nunzia Schiano (nella foto), Loredana Piedimonte, Stefano Ferraro. I costumi sono di Alessandra Gaudioso; il disegno luci di Riccardo Cominotto; le scene di Enrico de Capoa e Rosario Sparno.
Siamo in una soffitta. Una sorta di tana per topi che negli anni ha visto il suo abitante accumulare ricchezze mai usate. Nell'aria malsana dell'ambiente uno sguardo cupo e solitario regna su tutto: è quello di Arpagone, l'avaro protagonista della storia. Avido, sospettoso, nevrotico, il vecchio vive in ristrettezza economica, veste abiti logori, abita un luogo insalubre pur di non separarsi dal suo denaro, il tesoro che gelosamente nasconde al mondo. Circondato da figli, servi, innamorati e amici, l'uomo vive convinto che gli stiano intorno solo per il suo denaro; tutti in attesa di poter mettere mano al suo tesoro. La rilettura per ragazzi de "L'avaro" di Molière ci porta nel cuore della Parigi dell'autore, con i suoi vizi e le sue paure, i suoi lazzi e le sue buffonerie. Un mondo che tanto ci ricorda i tempi che stiamo vivendo. Il nostro avaro accumula ma non investe, conserva ma non usa, possiede ma non condivide. E sono queste caratteristiche a rendere la sua avarizia un problema non solo personale ma sociale: l'avaro è il tipo antisociale per eccellenza. Arpagone è un usuraio e l'usura è un peccato perché l'usuraio, senza lavorare e senza soffrire, si arricchisce con il lavoro e la sofferenza altrui. E se di peccato si tratta, senza dubbio l'avarizia è il più sociale e quindi il più politico dei peccati. Ma attenzione, perché l'avarizia sa spacciarsi anche per Virtù, indossando, all'uopo, quello che il poeta chiama il tenero manto della pietà materna, ovvero la comoda divisa della morale.
Teatro Mercadante, Piazza Municipio info: tel 081 552 42 14 prenotazioni: tel. 081 551 33 96 Ingresso € 7,00
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